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Centrale Foro Italico

L’impianto del Foro Italico, tutelato e vincolato, prevedeva, sia nel progetto di Del Debbio che nell’espansione ipotizzata da Luigi Moretti, un’alternanza di volumi puri e spazi aperti con una preponderanza di questi ultimi in forma di aree verdi e grandi viali. Il Centrale come il “Pietrangeli”, era caratterizzato da una cavea ipogea realizzata tra il piano di campagna e l’altezza del riempimento determinato dai nuovi argini e, pertanto, non ostacolando la percezione del paesaggio, era assimilabile ad una sistemazione superficiale. Gli edifici realizzati su disegno del Del Debbio, Costantini, Moretti ed anche Foschini sono caratterizzati, invece, da una forte presenza volumetrica e da geometrie rigorose. L’ammodernamento del Centrale in occasione dei Mondiali di Nuoto del 2009 e gli Internazionali di Tennis che ne hanno determinato la morfologia odierna, ha modificato in negativo l’impianto generale del Foro Italico introducendo un elemento estraneo alla logica dell’insieme. La struttura è stata finora accettata in quanto considerata, in via puramente teorica, come qualcosa di transeunte e smontabile.

Il progetto propone, oltre alla copertura, anche la trasformazione totale dell’immagine della struttura esistente rendendola più coerente con il contesto monumentale del Foro Italico. La nuova copertura sporge, sui lati est e ovest, della misura necessaria per raccordarsi con un paramento verticale che scende fino all’altezza degli infissi del primo piano, mentre, sui lati nord e sud, si prolunga fino a costruire due profondi loggiati. Il calpestio dei loggiati è a quota 6,5 metri raggiungibile sul lato sud con una gradonata che funge anche da spalto per il pubblico e, sul lato nord, con una lunga rampa pedonale. A circa metà della gradonata sud è possibile accedere alla quota 3,75 metri corrispondente al corsello principale di distribuzione della cavea. Nei due loggiati che danno accesso ai percorsi verticali sono previsti sul fronte sud dei pannelli decorativi a mosaico: un omaggio, in chiave contemporanea, ad una stagione artistica particolarissima che trova nel Foro Italico una significativa realizzazione; a nord verrà invece realizzata una media facade per la comunicazione digitale. La nuova immagine del “campo centrale” è quella di un edificio geometricamente rigoroso che alterna grandi superfici piene all’ordine gigante di cavità ombrose. Il riferimento alle architetture del razionalismo italiano è presente nei rapporti volumetrici, ma non nelle tecniche e nei materiali.

L’inviluppo volumetrico dell’impianto si pone l’obiettivo di ritrovare il difficile dialogo con le preesistenze senza rinunciare alla sua diversità. La “scatola” che contiene l’impianto è squadrata e perentoria ma le sue pareti, percettivamente pesanti, non toccano terra. I fronti Est ed Ovest presentano due paramenti murari dall’imposta di 6,50m fino alla copertura che celano il sistema strutturale di travature reticolari spaziali, il sistema di assorbimento acustico ed il passaggio impiantistico del sistema di raffrescamento e riscaldamento della cavea.

Gruppo di lavoro:

Prof. Arch. Stefano Cordeschi

FABERtechnica

E.D.IN. S.r.l.

Arch. Amir Golchay

Arch. Faty Javid

Arch. Agnese Nicastro

Arch. Camilla Peraino